Lo Spirito non si addomestica

Papa Giovanni e Papa Francesco
nella parola di Mons. Francesco Loris Capovilla
 

L’omelia ha offerto al Pontefice lo spunto per un monito a quanti si lasciano sedurre dalla tentazione di opporre resistenza allo Spirito Santo. «Lo Spirito – ha sottolineato con dolce fermezza – non si addomestica». Si è riferito al Concilio Vaticano II, che – ha detto – «è stato un’opera bella dello Spirito Santo. Pensate a Papa Giovanni: sembrava un parroco buono e lui è stato obbediente allo Spirito Santo, realizzando quello che lo Spirito voleva». Si è chiesto, poi se «dopo cinquant’anni abbiamo fatto tutto quello che ci ha detto lo Spirito nel concilio», in continuità con quella «crescita della Chiesa che è stato il concilio».
«No» è stata la risposta del Papa: «Festeggiamo questo anniversario» – ha spiegato – quasi erigendo «un monumento al concilio, ma ci preoccupiamo soprattutto che non dia fastidio. Non vogliamo cambiare». Anzi c’è di più: «ci sono voci che vogliono andare indietro. Questo si chiama voler addomesticare lo Spirito Santo, questo si chiama diventare stolti e lenti di cuore».
Il Papa ha preso spunto dalla prima lettura, tratta dagli Atti degli apostoli (7, 51 – 8 IA). «Le parole di Stefano – ha esordito – sono forti: “Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori”. I profeti “li avete uccisi”, poi avete fatto loro una bella tomba, un monumento, no? – non so se si dice proprio così – e poi li avete venerati, ma dopo averli uccisi. Ecco si manifesta quella resistenza allo Spirito Santo. Anche lo stesso Gesù, un po’ più soavemente, lo dice, con più mitezza, ai discepoli di Emmaus: “Stolti e lenti di cuore, a credere tutto quello che hanno annunciato i profeti!”».
«Anche tra noi – ha aggiunto il Pontefice – si manifesta quella resistenza». Anzi, «per dirlo chiaramente, lo Spirito Santo ci dà fastidio. Perché ci muove, ci fa camminare, spinge la Chiesa ad andare avanti. E noi siamo come Pietro nella trasfigurazione: Ah, che bello stare così, tutti insieme ma che non ci dia fastidio. Vogliamo che lo Spirito Santo si assopisca. Vogliamo addomesticare lo Spirito Santo. E questo non va. Perché lui è Dio e lui è quel vento che va e viene, e tu, non sai da dove. È la forza di Dio; è quello che ci dà la consolazione e la forza per andare avanti. Ma andare avanti! E questo dà fastidio. La comodità è più bella. Voi potreste dire: Ma, padre, questo accadeva in quei tempi. Adesso siamo tutti contenti con lo Spirito Santo. No, non è vero questa tentazione ancora è di oggi, come dimostra appunto l’esperienza della recezione del Vaticano II».
«Anche nella vostra vita personale, nella vita privata – ha proseguito il Papa – succede lo stesso: lo Spirito ci spinge a prendere una strada più evangelica e noi: “Ma no, va così Signore…”. Da qui l’esortazione conclusiva: “Non opporre resistenza allo Spirito Santo”». Perché «è lo Spirito che ci fa liberi, con quella libertà di Gesù, con quella libertà dei figli di Dio! Non opporre resistenza allo Spirito Santo: è questa la grazia che io vorrei che tutti noi chiedessimo al Signore; la docilità allo Spirito Santo, a quello Spirito che viene da noi e ci fa andare avanti nella strada della santità, quella santità tanto bella della Chiesa. La grazia, della docilità allo Spirito Santo». (Papa Francesco - L’Osservatore Romano. Mercoledì 17 aprile 2013).
Santo Padre Francesco! Le pennellate di Madeleine Delbrêl sul vostro quinto predecessore si attagliano alla vostra persona, al vostro intuito di Pastore. Ci chiamate per nome, ci parlate, ci prendete per mano e ci accompagnate alla scuola materna. Grazie


Mons. Francesco Loris Capovilla

 

--> Leggi il brano di Madeleine Delbrel

Informazioni aggiuntive