Madeleine, la santa dei lontani

Da Avvenire del 05/03/2008

Madeleine, santa dei lontani
DI ENZO BIANCHI

Anche nel vissuto ecclesiale, come in quello delle società, ci sono stagioni che mutano, tempi propizi e mo­menti più travagliati. E nella Chiesa, come nella società, ci sono persone che sanno an­ticipare le svolte e precorrere i tempi, maga­ri pagando lo scotto del loro discernimento anticipato e della fedeltà a un’intuizione, così come ci sono quelle che invece fiutano il vento che ti­ra e si affrettano a corregge­re la rotta secondo conve­nienza.
Madeleine Delbrêl è una di queste figure precorritrici, capace in tutta semplicità di gesti e parole profetiche, salda nell’umile consape­volezza di non cercare altro che la volontà di Dio nel­l’oggi della storia. Figura conosciuta solo da una ri­stretta cer­chia di per­sone al mo­mento del­la sua morte nel 1964, la pubblicazione di tre libri po­stumi tra il 1966 e il 1973 ha segnato un pro­gressivo dilatarsi di interesse nei suoi con­fronti, fino a raggiungere anche gli ambien­ti della Chiesa italiana in quegli anni del­l’immediato post-Concilio. Poi, almeno in I­talia, una sorta di letargo. Una ventina d’an­ni fa il vescovo di Créteil decide l’apertura del processo di beatificazione di Madeleine, che condurrà la Congregazione per le cause dei santi a proclamarla «serva di Dio» nel 1996.
Nata in Dordogna il 24 ottobre 1904, alla fe­de Madeleine giungerà in modo imprevedi­bile. Arriverà nel 1933 a Ivry, negli ambienti atei e comunisti della periferia parigina: «Sen­za segreti, né nulla da nascondere». Da due decenni Nietzsche aveva formulato l’affer­mazione che aveva affascinato anche la gio­vane Madeleine: «Dio è morto!», ed effetti­vamente Dio era morto per molti uomini e donne di quelle generazioni. Sono gli anni della scristianizzazione della Francia e Ma­deleine si viene a trovare in questa transu­manza che va dalla fede all’incredulità, al ri­fiuto di Dio. In quel clima e in quel luogo tra­scorrerà oltre trent’anni, senza altro deside­rio che quello di farsi prossimo di quanti le stanno intorno, in un’incondizionata dispo­nibilità alla volontà di Dio.
La costante ricerca di questa Presenza è sta­to il filo conduttore della sua esistenza, una ricerca che per sfociare in Dio ha attraversa­to le feconde terre della compagnia degli uo­mini e dell’interiorità – «Se vuoi trovare Dio sappi che è dappertutto, ma sappi anche che non è solo... Se vai in capo al mondo, trovi le orme di Dio; se vai nel profondo di te stesso, troverai Dio in persona» – fino alla domanda che solo nell’incontro faccia a faccia troverà risposta: «Mio Dio, se tu sei dappertutto, co­me mai io sono così spesso altrove?».
Dall’alto: le Equipes fondate dalla Delbrêl in una foto anni ’40; una cartolina simbolica cui Madeleine teneva molto: San Pietro in fondo al tunnel; la Delbrêl col vecchio padre nel 1951. A sinistra: una pagina dalle agende di Madeleine

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