Studi

Madeleine Delbrêl, La misericordia. Il grande scandalo della carità, a cura di Gilles François – Bernard Pitaud, Gribaudi, Milano 2016, 96 pp.

R. Cheaib, "M. Delbrêl, ovvero, l’amicizia mi ha convertito", Recensione della biografia di G. François e B. Pitaud, tradotta in italiano, https://it.zenit.org, 22 marzo 2016 (anche se purtroppo il bell'articolo termina con la citazione di un testo che non è di Madeleine)

“Madeleine Delbrêl. 15 meditazioni, Gribaudi, Milano 2014  libro medtazioni delbrel

La nuova edizione del libro di B.Pitaud, che comprende un nuovo capitolo sull’Eucaristia, alla luce dello studio sui testi inediti.


Può un prete imparare qualcosa da un laico?

Una meditazione di p. ZUIN ofmconv ai preti di Padova, nella quale mostra come Madeleine Delbrêl abbia vissuto la sua vocazione laicale dentro quei valori fondamentali che sono determinanti nella vita stessa di un prete: il primato del vangelo, la vita di preghiera, la comunione con la gerarchia sempre e comunque, la cura dei poveri, la missione. Madeleine è innamorata di Dio, del vangelo, della Chiesa e dei suoi ministri, dei poveri e vive tutto con la massima intensità, senza sconti. Una donna che non ha mai smesso di essere appassionata di Dio e del “prossimo”. Leggi il testo della meditazione

 

Giorgio Garrone, Dal buio la luce. Etty Hillesum, Maedeleine Delbrel, Roger Schutz, Oliver Clement -  Paoline 2014

Il libro presenta la vita e il percorso spirituale di quattro testimoni di luce, esistenze che hanno attraversato fino in fondo la storia tormentata del secolo scorso senza lasciarsi inghiottire dal male e innescando, invece, dinamismi di speranza e di futuro.
Il passaggio dalla morte alla vita è infatti il filo rosso che lega le pagine, le vicende e le coscienze di Etty Hillesum, la giovane donna ebrea che, mentre si avvicina consapevolmente alla morte, si apre alla bellezza e dilata la sua interiorità nella cura dell’altro; Madeleine Delbrêl, passata dal marxismo e dal rifiuto di Dio alla scelta della giustizia evangelica; Roger Schutz, il fondatore della comunità di Taizé e dei nuovi motivi di fiducia e riconciliazione che essa rappresenta; Olivier Clément, pensatore ortodosso approdato alla fede cristiana dopo aver attraversato l’ateismo, il fascino dell’Induismo e del Nulla. Dalle tenebre dell’Olocausto, della povertà, della separazione, del conflitto e dell’ateismo, essi vengono a noi come viventi tornati dai morti (Rm 6,13).
Giorgio Garrone è nato a Torino nel 1966. Sacerdote diocesano dal 1994, attualmente svolge il ministero di parroco nella città di Bra (Cuneo) condividendo una esperienza di Fraternità.
Nei quattro capitoli del libro l’autore fa emergere nella vita, nel pensiero e nella personalità di ciascun testimone, la dinamica di morte e resurrezione, conducendo il lettore a scoprirne la fecondità e la profezia per l’azione della Chiesa ma anche e soprattutto per ogni uomo che cerca con cuore sincero la giustizia, la pace, il regno dei Cieli.

 

L.LUPPI, “Chiesa e missione. La testimonianza di Madeleine Delbrêl nel «venerdì santo» della Mission de France 1952-1954), parte I”: Rivista di Teologia dell'Evangelizzazione XVII, 2013,  n. 33, pp. 127-154.
Madeleine Delbrêl (1904-1964) rappresenta un riconosciuto punto di riferimento per la spiritualità cristiana contemporanea. Questo studio – di cui qui viene proposta la prima parte – intende mostrare alcune linee fondamentali della sua coscienza ecclesiale e missionaria, prendendo in esame gli anni 1952-1954. Si tratta degli anni della cosiddetta crisi dei “preti operai”. Madeleine Delbrêl, che ormai da vent’anni viveva negli ambienti poveri e non credenti della periferia sud di Parigi, a contatto con militanti comunisti, e aveva dato il suo contributo all’avvio delle esperienze del rinnovamento missionario francese, condivide intensamente il “venerdì santo” della Mission de France. Vogliamo mettere qui in luce lo stile evangelico della sua testimonianza,  la lucidità dei suoi discernimenti  e la qualità spirituale dei suoi interventi, all’interno di quella esperienza che ha costituito prima del Concilio un singolare laboratorio di nuova evangelizzazione.  

L.LUPPI, “Madeleine Delbrêl: testimone e maestra di fede”: Consacrazione e Servizio 2013/3, pp. 24-29.
Madeleine Delbrêl è una delle grandi figure spirituali del XX secolo. Fu assistente sociale e scrittrice, ma soprattutto una donna di grande fede, una vera innamorata di Dio. Infatti, pur così discreta sul suo rapporto intimo con il Signore, si era definita “abbagliata da Dio”. Dal giorno della sua conversione attorno ai vent’anni tutta la realtà, che prima le sembrava irrimediabilmente “invasa dal niente e dall'assurdo”, acquista valore e bellezza e Dio occupa tutto l’orizzonte della sua esistenza.
Da quel momento si radica in lei la convinzione che “l'esistenza di Dio è la felicità incomparabile”. Dio diventa il suo “tesoro”, “supremamente importante - dirà - più di ogni cosa, più di ogni vita, anche e soprattutto la nostra”: «Ero stata e resto abbagliata da Dio. Mi era, e mi resta impossibile mettere su una stessa bilancia Dio da una parte, dall'altra tutti i beni del mondo, che sia per me o per tutta l'umanità».

 

Edy Natali, "La Route" di Madeleine Delbrêl. Genesi di un itinerario spirituale.
Si tratta di un saggio sulla raccolta di poesie "La Route", con la quale Madeleine Delbrêl vinse nel 1926 il premio nazionale per giovani poeti Sully Prudhomme e che fu pubblicato nel 1927 dall'editrice Lemerre di Parigi. Tale raccolta si presenta come la testimonianza poetica del suo passaggio dall'ateismo alla fede. Questo studio prezioso e originale è stato curato da Edy Natali [vedi il suo Madeleine Delbrêl: una Chiesa di frontiera, EDB, Bologna 2010] ed è apparso sull'ultimo numero della rivista "Vivens homo" [EDB], n.23/2.

Questo il sommario dell'articolo:
1. Verso "La Route": genesi di un itinerario spirituale
2. Dai "Cahiers" a "La Route": gli anni della conversione
3. Il dire poetico come forma privilegiata di comunicazione
3.1. "La Route": autobiografia poetica
3.2. I lemmi ostinati
3.2.1. Orgoglio e fierezza
3.2.2. Memoria
3.2.3. Memoria di vita
3.2.4. La strada

 

Aparecida Lucia DEGANI, “Il Pensiero Sociale di Madeleine Delbrêl e la sua recezione in Italia”, tesi finale del Corso di Laurea in Servizio Sociale presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, condotta sotto la direzione della prof.sa Dina Galli, discussa lunedì 15 ottobre 2012.

 

copertina libro

 

F. FACCHINI (a cura di), Persona, comunità, servizio. La testimonianza di Madeleine Delbrêl, LDC-Leuman (TO), 2012, p. 126.

Madeleine Delbrêl, una tra le figure più significative della spiritualità laicale del nostro tempo, ha vissuto la sua fede nella professione di assistente sociale nella periferia di Parigi, accanto ai più emarginati, anticipando con la sua esperienza principi e metodi del servizio sociale attualmente seguiti. Gli studi raccolti in questo volume sono gli Atti del Convegno tenuto a Bologna il 22 aprile 2010 presso l’Istituto “Veritatis Splendor”, Convegno di Studio organizzato dall’Istituto Petroniano Studi Sociali Emilia Romagna IPSSER in collaborazione con L’Unione Cattolica Internazionale Servizio Sociale (U.C.I.S.S.), l’Istituto “Veritatis Splendor” di Bologna, la Casa Editrice “Gribaudi” e con il patrocinio del Corso di Laurea in Servizio Sociale - Scienze Politiche - Università di Bologna. I contributi di FLAVIA FRANZONI, DINA GALLI, LUCIANO LUPPI e FRANCESCO VILLA permettono di conoscere questa figura sotto il profilo della sua sintesi di professionalità e fede e ne mostrano la straordinaria attualità.

R. Masson, Basterebbe credere. Madeleine Delbrêl, Paoline, Milano 2008
Già citato negli STUDI ora in parte disponibile in e-book


Paolo Giuntella, Strada verso la libertà. Il cristianesimo raccontato ai giovani, Paoline, Milano 2004.

L’A., giornalista, impegnato nell’associazionismo cattolico e nel dibattito culturale e politico italiano, al seguito del Presidente della repubblica come inviato del TG1, è deceduto nel 2008 a 61 anni. Nel volume citato si propone di comunicare la bellezza del cristianesimo ai suoi tre figli e idealmente ai giovani di oggi. Per questo ricorre alla presentazione di alcuni testimoni e tra di essi Madeleine Delbrêl (pp. 175-193). Giuntella la definisce “donna di fuoco”, che con la sua “testimonianza di frontiera” all’insegna di una “spiritualità del quotidiano” realmente segnata da una prospettiva “incarnazionista”, ha fondato un “nuovo statuto della condizione laicale in grande anticipo sul Concilio”, ha intuito “l’urgenza di un nuovo inizio cristiano” e “ha fatto respirare una nuova aurora nella Chiesa”. Gran parte del testo si può trovare in google-books     

 
La route di Madeleine Delbrêl . Genesi. Genesi di un itinerario spirituale  di Edi Natali

 

Anselm Grün, « Madeleine Delbrêl (1904-1964) », in: Dio, se ci sei. Grandi esperienze di fede da Agostino a Dag Hammarskjœld, Gribaudi, Milano 2012, pp. 159-169 (traduzione dal tedesco « Gott, wenn es dich gibt. Große Glaubenserfahrungen von Augustinus bis Dorothee Sölle », 2010).

 

Bernard Pitaud, Eucaristia e discernimento in Madeleine Delbrêl, Collana Al pozzo di Sicar, Ed. Paoloine, luglio 2011, p.128

La pubblicazione delle opere complete di Madeleine Delbrêl ha avuto inizio nel 2004 con l’obiettivo di studiare il cammino interiore di Madeleine Delbrêl. In parallelo, iniziava la pubblicazione di testi di studio su alcuni aspetti peculiari della sua intuizione, per una riflessione più ordinata sulla sua esperienza e la sua eredità. Il presente volume è il terzo di questi testi di studio e approfondisce la conoscenza del posto che l’eucaristia, ma anche il discernimento, occupavano nella vita di Madeleine Delbrêl. Un testo ricco di sorprese, perché a lungo la riflessione sul pensiero di Madeleine Delbrêl si è orientata sul suo rapporto privilegiato con la Scrittura, lasciando in ombra la dimensione eucaristica della sua spiritualità. In questo volume Bernard Pitaud offre un contributo organico e articolato per la conoscenza del posto che l’eucaristia occupa nel pensiero e nell’intuizione missionaria di Madeleine Delbrêl. In questo periodo di immediata preparazione al XXV Congresso Eucaristico Nazionale che si svolgerà ad Ancona dal 3 all’11 settembre prossimo questo libro è una proposta interessante e sicuramente ricca di stimoli per chi desidera riflettere sui temi del Congresso a partire da un pensiero molto vicino alla spiritualità contemporanea perché elaborato da una donna che aveva scelto l’immersione nel sociale per vivere la sua vocazione cristiana.
Bernard Pitaud : Bernard Pitaud è Superiore della provincia francese della Compagnia dei Preti di San Sulpizio. Già docente di spiritualità all’Institut Catholique di Parigi, ha condotto studi approfonditi sulla Scuola francese di spiritualità, sul discernimento e sulla direzione spirituale. Collabora alla pubblicazione dell'Opera omnia di Madeleine Delbrêl di cui è uno dei maggiori conoscitori.

 

Piersandro Vanzan S.I., Madeleine Delbrêl: La strada come incontro tra Dio e gli uomini, La Civiltà Cattolica - quaderno N°3853 del 01/01/2011, pp. 28-39

L’articolo descrive le complesse ma esaltanti vicende, personali e comunitarie, vissute da questa originale fondatrice di una piccola équipe fraterna, immersa pienamente nel mondo per condividere «l’essenza ordinaria della gente ordinaria». In tal senso Madeleine Delbrêl (1904-64) è stata una pioniera che ha aperto una strada nuova all’opera di evangelizzazione. Ciò grazie a una fede integrale — paradossalmente scaturita dall’ateismo —, che la portò oltre borghesia, marxismo e preti operai, rendendola libera e inclassificabile: vicina ai comunisti e gelosamente laica, desiderosa di amare Dio in maniera unica e assoluta. Nel 1998 Madeleine è stata dichiarata Serva di Dio e le sue discepole sono tuttora presenti a Parigi e Amiens, mentre un comitato di «Amici di Madeleine Delbrêl» raccoglie oltre 500 persone che vivono e diffondono quella spiritualità.

 

Yvon Poitras, Madeleine Delbrêl maestra spirituale, Maestri spirituali per il nostro tempo, EllediCi, Torino 2010, pp. 123- 141.

Il libro presenta M. Delbrêl insieme ad altri otto maestri, del Medioevo e anche del Ventunesimo secolo (lldegarda di Bingen a Francesco d'Assisi, da Maurice Zundel a Tagore, e ancora Marguerite d'Youville, Bernard Hubert, Joan Chittister, Eckhart), considerandola una di quelle figure la cui spiritualità è particolarmente attuale e capace di proiettare una luce di senso e di futuro davanti ai nostri passi inquieti di credenti moderni. Dopo un breve profilo biografico, Y. Poitras espone una sintesi della spiritualità di Madeleine in modo avvincente, componendo una sorta di lettera immaginaria di Madeleine a compagne e amici, servendosi delle sue stesse “parole luminose e infuocate”. Individua poi cinque punti di maggiore attualità, come “Luci per il nostro cammino”: fede e Vangelo, testimonianza pubblica della fede, valore del silenzio, capacità di costruire rapporti fraterni e solidali, strade che conducono alla sorgente della gioia. Termina con una interessante lettera a Madeleine intitolata “Faccio fatica a seguire i tuoi passi”, e conclude riportando alcuni folgoranti aforismi di Alcide ossia il Piccolo Monaco.

 

Natali Edi, Madeleine Delbrêl: una Chiesa di frontiera (Presentazione di Giorgio Mazzanti), EDB, Bologna 2010 – Collana: Teologia viva

Delbrel - Chiesa di Forntiera

L'Autrice, laureata in filosofia, insegnante di religione nella Scuola superiore e iscritta alla specializzazione in Teologia dogmatica della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale, mette in evidenza come la grandezza e l'attualità di Madeleine Delbrêl risiedano nella sua capacità di scorgere nel mondo e nella società i segni di un continuo mutamento e di aver risposto ad essi con un desiderio ardente di scoprire nuovi modi per vivere al loro interno il cristianesimo, per comunicare Cristo agli uomini del suo tempo. Nel descrivere la sua vicenda, il volume, dallo stile piacevole e accessibile a tutti, si concentra soprattutto sul rapporto della Delbrêl con la Chiesa: una Chiesa da un lato mistica, perché sorgente ed esito di profonda vita interiore del credente, e dall'altro solidale, perché porta aperta in una società che crea solitudine e povertà. Si tratta di un lavoro originale, il primo saggio in assoluto sulla ecclesiologia della Delbrêl, di cui l'A. condivide il sogno di una Chiesa capace di camminare a fianco degli uomini del proprio tempo e di raccoglierne le provocazioni.

 

Michele Gianola, Fraternità-sororità luogo privilegiato di identità e formazione cristiana. L’esperienza di Madeleine Delbrêl (1904-1964)
Tesi di licenza in Teologia con Specializzazione in Spiritualità, Pontificia Università Gregoriana, Roma , Agosto 2009

La Chiesa, fraternità radunata nel nome della Trinità, è luogo tipico, privilegiato, della formazione dell’identità del
discepolo di Cristo.
L’esperienza spirituale di Madeleine Delbrêl sorge e sfocia all’interno di una fraternità. Il lavoro - senza pretesa di esaustività
- pone l’accento sulla dimensione fraterna della vita spirituale, elemento fondamentale, anche se non unico, della crescita nella maturità umana e cristiana.

E' disponibile in questo sito la seconda parte della tesi che riguarda Madeleine Delbrêl

 

Masson R., Madeleine Delbrêl. Basterebbe credere, Paoline, 2008, pp. 144, € 12,00.

In ogni passaggio epocale, sembra proprio che il Signore abbia valuto dare ad alcuni la vocazione di vivere il suo Vangelo a partire dal testo, facendo sì che la loro carne e il loro sangue fossero come l'edizione provvidenzialmente destinata agli uomini del loro tempo. Madeleine Delbrêl (1904-1964) è tra questi chiamati. In occasione dl centenario della nascita i vescovi francesi, affiancandola alla figura di santa Teresa di Lisieux, l’hanno definita "faro di luce per avventurarci nel terzo millennio". In questo lavoro che riporta alcuni testi significativi di Madeleine, ci viene restituito qualcosa di ciò che l’A., giornalista francese, ha ricevuto da questa abbagliata di Dio, una delle più grandi mistiche del XX secolo (C.M. Martini). Non si esce indenni da questa lettura.

Testo (quasi completo) in Google books

Il Cristo della porta accanto. Preghiamo 15 giorni con Madeleine DelbrelBernard Pitaud, Il Cristo della porta accanto. Preghiamo 15 giorni con Madeleine Delbrêl, Paoline, Milano 2000, 136 p.

Questo volume su Madeleine Delbrêl (1904-1964) - scritto dal sulpiziano p. Bernard Pitaud, docente di spiritualità all’Institut Catholique di Parigi e uno dei massimi studiosi degli scritti della Delbrêl – individua quindici temi centrali nella spiritualità delbreliana, a partire da alcuni testi chiave e mostrando l’originalità del vissuto e della scrittura della Delbrêl. Nelle prime meditazione p. Pitaud riprende le intuizioni più profonde di Madeleine, scaturite dal suo incontro iniziale con Dio e dalle sue prime esperienze tra i non credenti. Il tema centrale è però quello del Gesù-Chiesa, nella prospettiva dell’attualizzazione del Vangelo da parte dei cristiani, Corpo di Cristo, nei quali il Risorto prolunga la sua presenza lungo la storia. Le meditazioni della seconda parte del volume sviluppano questo desiderio apostolico, che di fatto polarizza tutto il pensiero e la vita della Delbrêl.

Testo (quasi completo) in Google books

 

Madeleine Delbrêl. Maestra di preghieraM. Luisa Coppadoro, Madeleine Delbrêl. Maestra di preghiera, Ancora, Milano 1999, 232 p.

Il libro fa incontrare al lettore donna - Madeleine Delbrêl (1904-1964) - che dopo essere tornata alla fede persa in gioventù, desidera donarsi totalmente a Dio senza chiudersi in un carmelo, ma decidendo di vivere in un sobborgo operaio di Parigi. L’autrice, a partire dagli scritti pubblicati della Delbrêl, prende in esame le sue convinzioni sulla preghiera e il suo stile di preghiera, che testimoniano un rapporto vivissimo e fortissimo con Dio. Questo volume diventa uno stimolo ad approfondire la figura della Delbrêl, che si pone come una guida affidabile e originale per chi voglia vivere con sapienza e discernimento oggi la sfida della preghiera cristiana.

 

 

Donna teologale Diego Zorzi, Madeleine Delbrêl. Una «Donna teologale» nella città marxista, Berti, Piacenza 1998, 64 p.

Questo agile e prezioso volumetto, scritto con un linguaggio immediato e straordinariamente efficace, raccoglie tre articoli pubblicati nei “Quaderni di preghiera e politica”. L’autore, don Diego Zorzi di Piacenza, dopo aver presentato il profilo biografico della Delbrêl come donna “contemplativa nel conflitto fra due culture”, mostra il suo radicalismo di “vangelo pregato”, e la sua capacità di smascherare la tentazione di un cristianesimo mimetizzato, tentazione molto forte negli anni drammatici della “Mission de France” e del dibattito sulle nuove forme di evangelizzazione del mondo operaio. Alla fine l’Autore afferma che Madeleine può ben essere considerata una maestra di preghiera per chi, immerso nel sociale, nel politico, in mezzo a una folla che fa a meno di Dio, non ha tempo di pregare o pensa di non averne.

 

Luciano Luppi, Madeleine Delbrêl testimone di fortezza spirituale, Rivista Memorie teologiche (dicembre 2007)
Tra le molte chiavi con cui potremmo rivisitare la ricca spiritualità della Delbrêl il tema della "fortezza" sembra particolarmente fecondo. Una tale pista è indirettamente suggerita dall’amico Jacques Loew, che definiva Madeleine "la forte speranza fatta donna".
Articolo (pdf, 272 Kb, dal sito della Rivista Memorie teologiche): http://www.memorieteologiche.it/home/images/articoli2008/meteo-001-2008-luppi.pdf

 

Luciano Luppi, Madeleine Delbrêl (1904-1964), guida al discernimento come «obbedienza creativa» nei deserti contemporanei, Rivista di Teologia dell'Evangelizzazione 11 (2007) n. 21, 141-174.

ABSTRACT
Madeleine Delbrêl (1904-1964) fa parte dei protagonisti della ricca stagione ecclesiale che ha preceduto il Concilio Vaticano II. L’articolo vuole documentare la convinzione che l’«obbedienza creativa» con cui ha abitato le frontiere della Chiesa, in particolare quelle degli ateismi e dei messianismi secolarizzati contemporanei, fa di lei una sorta di “madre del deserto” capace di offrire criteri sapienti di grande attualità per i discernimenti necessari al nostro tempo. Ripercorrendo alcuni momenti significativi del suo cammino vocazionale e certi nodi “epocali” da lei affrontati, emergono importanti criteri di discernimento. Innanzi tutto l’assoluto della carità, incarnata nel Vangelo, interpella il cristiano dentro l’oggi della sua storia. Il nostro mondo in rapido cambiamento reclama con urgenza la testimonianza dell’originalità dei cammini evangelici nel tessuto della vita quotidiana. Perché questo si attui in maniera autentica, senza intaccare l’unicità e l’universalità dei due comandamenti dell’amore, occorre testimoniare insieme la preferenza per Dio, la volontà di fare propria la prassi concreta di Gesù attestata dall’evangelo, una prossimità fraterna con le persone che ci circondano e la piena comunione ecclesiale. In secondo luogo, lo sguardo portato sull’abisso del nulla negli anni che hanno preceduto la conversione, accompagna tutta la storia della Delbrêl e la dispone a prendere sul serio la sfida posta dagli ateismi contemporanei e a sentire verso i non credenti un sovrappiù di solidarietà. Poco alla volta arriva a formulare, anche alla luce di un’originale rilettura dell’insegnamento spirituale di san Giovanni della Croce, la convinzione che, per quanto paradossale possa sembrare, gli ambienti atei in cui il cristiano è chiamato a vivere sono una “condizione favorevole alla conversione” a una vita cristiana autentica.

 

Pier Angelo Sequeri, Forza del Vangelo e missione in Madeleine Delbrêl a cento anni dalla nascita, Rivista di Teologia dell'Evangelizzazione 8 (2004) n. 16, 437-445.

(Dall’Introduzione) Il tracciato della mia riflessione lo delineo attraverso alcune idee chiave, del resto ben evidenti nell’esperienza e nei testi di Madeleine Delbrêl, che mi sembrano di intatta validità anche per noi. Cercheremo, nel complesso, di percepire un incoraggiamento a vincere le resistenze, che noi stessi ancora sperimentiamo, nei confronti del progetto di “rimettere in strada” il cristianesimo, alleggerendo la sua eccessiva contrazione dentro la “cittadella autosufficiente” in cui esso coltiva se stesso. Non abbiamo ancora fatto ciò che i santi si aspettano da noi, se ci limitiamo ad ammirare la forza con cui hanno vissuto il cristianesimo, senza attingerne energia per il compito che è propriamente il nostro.

Premessa: “Dio è morto, viva la morte!”
1. Prima intuizione: la realtà della fede, forza che rimane dono, lavora come un dono, si distribuisce come un dono.
2. Seconda intuizione: missione e senso della totalità della Chiesa, splendida rete di Dio che si tesse sull’unico ordito del vangelo.
3. Terza intuizione: vivere in forma comunitaria la tipica solitudine del discepolo, al quale il Signore ha indicato l’evangelizzazione dei gentili.

Diversi passaggi dell’articolo si possono trovare in:
http://www.gliscritti.it/approf/2005/conferenze/delbrel/delbrel-luppi.htm

 

Jacques Loew, Madeleine Delbrêl. La strana danza della nostra obbedienza, Preghiera e vita. Grandi modelli, Morcelliana, Brescia 1989, 113-159.

Si tratta del secondo saggio di p. Loew, grande fratello e amico di Madeleine, dopo l’introduzione all’antologia Noi delle strade del 1966. Si riconosce particolarmente debitore alla biografia di C. de Boismarmin (1985): « Fino alla pubblicazione del prezioso libro non possedevamo che brandelli scelti, ma sparsi, sulla vita di questa donna incomparabile. Adesso possiamo capire fino a che punto Madeleine Delbrêl è stata una della “guide dei tempi nuovi” (…) vorrei cercare quello che, in lei, sosteneva i suoi slanci e le sue affermazioni, in che cosa ella è una guida per il nostro tempo» (p. 115s). «Madeleine non è stata l’unico precursore del Concilio. Ciò che dà un posto insostituibile al suo pensiero e alla sua vita è la sua presenza al mondo ateo» (p. 158). « Qui appare la grazia specifica di questa donna. Il dono di un pensiero unitario. Madeleine Delbrêl ha avuto il dono di vedere, di dire e di saper dire. Ha guardato lucidamente, ha osato dire coraggiosamente, più ancora ha saputo dire mirabilmente » (p. 159).

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