Lettera Mons. Corti

«Fino a quel cardine su cui fa perno il nostro essere»


Voglio concludere questo capitolo dando spazio a un significativo testimone della Parola di Dio. È una donna straordinaria del nostro tempo. Si chiama Madeleine Delbrêl. Essa ci aiuta a capire in che senso e in che modo la Parola di Dio è destinata ad agire dentro di noi e in tutto quello che caratterizza le nostre giornate.
Ci ricorda per che cosa la Parola di Dio è fatta e qual è la sua destinazione vera: «La Parola di Dio non si porta in capo al mondo in un valigetta: la si porta in se stessi, la si porta su di sé. Non la si ripone in un angolo di se stessi, nella propria memoria, come sistemata sul ripiano di un armadio. La si lascia andare fino al fondo di sé, sino a quel cardine su cui fa perno tutto il nostro essere».
Ella rimarca la rilevanza che può avere anche una sola parola accolta nel cuore: «Colui che lascia penetrare dentro se stesso una sola Parola del Signore e la lascia compiersi dentro la propria vita, conosce il Vangelo più di quegli il cui sforzo resterà meditazione astratta o considerazione storica. Il Vangelo non è fatto per spiriti in cerca di idee. È fatto per discepoli che vogliono ubbidire». Aggiunge ancora che la Parola di Dio vuole risiedere, nella nostra vita, dal mattino alla sera: «Essa non ci deve più abbandonare, più di quanto non ci abbandoni la nostra vita e il nostro spirito. Essa vuole fecondare, modificare, rinnovare la stretta di mano che avremmo da dare, lo sforzo che poniamo nei compiti che ci spettano, il nostro sguardo su coloro che incontriamo, la nostra reazione alla fatica, il nostro sussulto di fronte al dolore, lo schiudersi della nostra gioia. Vuole stare con se stessa ovunque noi siamo con noi stessi».
E, se vi sono persone sopraffatte da mille cose a cui attendere ogni giorno, tanto da dover dire che non rimane tempo libero per dedicarsi alla Parola di Dio, esse devono credere così tanto nella Parola di Dio e rispettarla così tanto, da ritenere che la sua forza divina sarà sempre capace di trovarle un posto.
«Allora la vedremo splendere mentre camminiamo per strada, mentre accudiamo al nostro lavoro, sbucciamo i legumi, attendiamo una telefonata, spazziamo i pavimenti; la vedremo splendere tra due frasi del nostro prossimo, tra due lettere da scrivere, quando ci svegliamo e quando ci addormentiamo. Il fatto è che essa ha trovato il suo posto: un cuore di uomo povero e caldo per riceverla».
E infine sa che questi suoi consigli possono parere umanamente impossibili. Perciò ricorda che «per prendere sul serio la Parola di Dio bisogna che ci sia in noi la forza dello Spirito Santo» (M. Delbrêl, Noi delle strade, Torino, 1969, pag. 76-80).
Come non augurare a ciascuno di noi e alle nostre comunità che la Parola di Dio scenda davvero fin là dove sta il cardine del nostro essere?

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