Anno 2008

Giugno 2008

La missione non è facoltativa per i cristiani. Una lettura di Madeleine Delbrêl alla luce dell'Enciclica "Spe Salvi" .
Mariangela Mammi, "Dossier".
Se il Cielo non è vuoto, la misisone non è facoltativa per i cristiani. Una lettura di Madeleine Delbrêl alla luce dell'Enciclica Spe salvi": Missione Redemptor hominis n. 84, aprile-giugno 2008, pp. I-IV.
Un seplocro vuoto ha marcato la storia. Quel vuoto è presenza del tutto o del nulla? Bemdetto XVI nell'Encilcica "Spe salvi" ha affrontato questo nodo cruciale. Maria Maddalena davanti al sepolcro vuoto è rimasta in attesa di una risposta che le verrà data. Nel secolo scorso un'altra Maddalena, a contatto con l'ateismo e la negazione di Dio da lei inizialmente condivisi, ha saputo aspettare cercando una riusposta che non umiliasse la sua intelligenza. L'A. propone alcune linee che emergono da una lettura della figura della Delbrêl, estremamente attuale, che ha unito l'espereinza dell'abisso della morte di Dio con il mistero cristiano. Uno stimolo per la missione della Chiesa nel terzo millennio anche in Italia.

 

Madeleine testimone di reciprocità tra vita spirituale e impegno sociale
Mons. Sergio Lanza, assistente ecclesiastico generale dell'Università Cattolica di Milano
Nel saluto scritto alla Presentazione dell'edizione italiana dell'Opera Omnia di Madeleine Delbrêl tenuta il 17 maggio 2008 presso la Cripta Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e promossa dall'UCISS e dall'editrice Gribaudi, Mons. Sergio Lanza ha affermato che la Delbrêl, "questa figura saliente, e ancor troppo poco conosciuta, della vicenda ecclesiale del secolo scorso" ha "qualcosa di istruttivo anche per noi cristiani del nuovo millennio", la sua opera, infatti, "attesta e consegna alla nostra attenzione, anzi alla nostra azione, la mutua interiorità tra vita spirituale e impegno sociale di servizio caritativo e fraterno".

 

Maggio 2008

 

“Protagonista nella storia del cattolicesimo contemporaneo” e “nell’ambito del lavoro sociale”
Bruno Bortoli, “Madeleine Delbrêl: assistente sociale, scout, Serva di Dio”: La Rivista del lavoro sociale vol. 7, n. 3, dicembre 2007, n. 3, pp. 405-413 (edizioni Erickson – Trento).
L’A., docente di Storia del lavoro sociale professionale all’Università Cattolica di Milano, che ha già al suo attivo un importante volume su “I giganti del lavoro sociale” (Erickson, 2006), riconosce alla Delbrêl un “ruolo di protagonista nella storia del cattolicesimo contemporaneo” e cerca di delineare “il suo originale percorso nell’ambito del lavoro sociale” che è in genere “meno conosciuto”. Tale aspetto “recentemente è stato al centro di due iniziative significative, la prima in Italia, la seconda in Francia, ambedue di rilevo internazionale: la ricostituzione della sezione italiana dell’Unione Cattolica Internazionale di Servizio Sociale (UCISS), dedicata proprio a Madeleine Delbrêl, a ottanta anni dalla sua fondazione (avvenuta a Milano nel 1926), e un convegno di studi tenuto a Parigi alla fine del settembre scorso, che ha accompagnato, nella pubblicazione dell’opera omnia della Delbrêl, il volume dedicato agli scritti sociali”.

La personalità di Madeleine Delbrêl:
ll posto degli scritti professionali nell’insieme dell’opera.

Bernard Pitaud, Lettera agli Amici, n. 71
B. Pitaud, storico della spiritualità, membro del Comitato di edizione delle Opere di M. Delbrêl, ne ha trattato nella comunicazione fatta durante la prima giornata del Convegno di Ivry il 28 settembre 2007. Uno suo studio più completo sullo stesso tema è stato pubblicato nella postfazione del Volume VI delle Opere complete: “Le service social entre persone et société”, Nouvelle Cité, 2007, pp.447-472 (Lettera Amici, n. 71, pp. 5-8, Archivio lettere).

Madeleine Delbrêl, “Ape felice”
Vivere il Vangelo nel mondo, in una vita del tutto ordinaria”

Marialuisa Ferrario, Madeleine Delbrêl, “Ape felice” 1904 – 1964. “Vivere il Vangelo nel mondo, in una vita del tutto ordinaria”: Servire. Rivista Scout per Educatori LVIII, Aprile-Giugno 2005, n. 2, pp. 21-25
L’A. segnala la figura della Delbrêl all’interno di un numero della rivista dedicato tutto significativamente a quelli che considera “I nostri Maestri”
Leggi l'articolo (pdf 41kb).

 Aprile 2008

Mi ha amato in speranza
Sylvain, un amico di origine italiana:
Madeleine è il solo essere al mondo che mi abbia amato in speranza. Essa ha indovinato il mio vero io, sfigurato per tutti, sconosciuto a se stesso, da se stesso odiato, incatenato, incosciente, nel carcere da cui giungo a liberarmi con il suo aiuto dopo dieci anni. Grazie a lei io sono esistito per uno dei miei simili prima di esistere nella mia coscienza, quando tutti gli altri non potevano che ignorarmi. Se non c'è amore più grande che dare la vita per coloro che si amano, come situare colui che rende la vita a chi l'ha perduta, che la dà a chi non l'ha mai conosciuta?

 

 

Una donna straordinaria che ci aiuta a capire il rapporto tra Parola e testimonianza cristiana
Renato Corti, Rivestitevi di Cristo. La sorgente e l’alimento della maturità cristiana, Paoline, Milano 2007, p. 65-67.
Nella sua Lettera Pastorale 2007-2008, S.E. Mons. Renato Corti, vescovo di Novara, intende rispondere a una domanda: “Dove si radica e come si esprime la testimonianza cristiana nel mondo?”. Nel concludere il quarto capitolo – dedicato a mostrare come la Parola esiga di risiedere “Nel cuore di ognuno, nella Chiesa, nel mondo” - Mons. Corti scrive: «Voglio concludere questo capitolo dando spazio ad un significativo testimone della Parola di Dio. È una donna straordinaria del nostro tempo. Si chiama Madeleine Delbrêl. Essa ci aiuta a capire in che senso e in che modo la Parola di Dio è destinata ad agire dentro di noi e in tutto quello che caratterizza le nostre giornate».
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Un faro di luce
Michel Rondet, Lasciatevi guidare dallo Spirito. Piccolo trattato di teologia spirituale, San Paolo, Milano 2008, p. 103-104.
L’Autore – alla fine del suo piccolo trattato di teologia spirituale - presenta Madeleine Delbrêl (1904-1964) come una delle dieci figure di riferimento o principali “fari di luce” di tutta la spiritualità cristiana.
[testo completo]


Marzo 2008

La santa dei lontani
Enzo Bianchi
,  articolo Avvenire (05/03/2008): La santa dei lontani

Una “contempl-attiva” del XX secolo
Elisa Verrecchia, Madeleine Delbrêl. Una “contempl-attiva” del XX secolo, rivista Tillandsia. Promosso dal gruppo MEIC dell’Università Cattolica di Milano, Novembre 2007 Anno 2 - numero 1
Articolo (pdf, 293 Kb, dal sito dell'Università Cattolica di Milano)

Ha avuto il dono di vedere, di dire e di saper dire
Jacques Loew, « Madeleine Delbrêl. La strana danza della nostra obbedienza », in: Preghiera e vita. Grandi modelli, Morcelliana, Brescia 1989, 113-159.
« Qui appare la grazia specifica di questa donna. Il dono di un pensiero unitario, che si traduce nel dono delle parole, dell’espressione esatta e che colpisce. Madeleine Delbrêl ha avuto il dono di vedere, di dire e di saper dire. Ha guardato lucidamente, ha osato dire coraggiosamente, più ancora ha saputo dire mirabilmente » (p. 159).

Giovanni Paolo II annovera Madeleine Delbrêl tra quanti “hanno contrassegnato il pensiero e la prassi francese” del XX secolo
Lettera di GIOVANNI PAOLO II a Mons. JEAN-PIERRE RICARD, Arcivescovo di Bordeaux, Presidente della Conferenza dei Vescovi di Francia e a tutti i Vescovi di Francia, 11 febbraio 2005
Nella lettera ai vescovi di Francia, a conclusione delle “visita ad limina”, il Papa Giovanni Paolo II ricordava le figure più eminenti del cattolicesimo francese del ventesimo secolo (paragrafo n. 5).
Lettera completa dal sito del Vaticano

Giovanni Paolo II evoca “la testimonianza luminosa” di Madeleine Delbrêl
Discorso di Giovanni Paolo II ai Vescovi della Conferenza episcolape di Francia in visita "ad limina apostolorum" Venerdì, 30 gennaio 2004
7. Cari Fratelli nell'Episcopato, al termine del nostro incontro, desidero evocare la bella figura di Madeleine Delbrêl, di cui celebriamo il centenario della nascita. Ella ha partecipato all'avventura missionaria della Chiesa in Francia nel ventesimo secolo, in particolare alla fondazione della Missione di Francia e del suo Seminario a Lisieux. Possa la sua luminosa testimonianza aiutare tutti i fedeli, uniti ai loro Pastori, a radicarsi nella vita comune e nelle diverse culture, per farvi penetrare, attraverso una vita sempre più fraterna, la novità e la forza del Vangelo! Mantenendo viva nel loro cuore e nella loro vita la loro coscienza ecclesiale

“Madeleine Delbrêl, un giorno del maggio 1952 sente il bisogno imperioso di venire a Roma a pregare sulla tomba di san Pietro…” (Card. Paul Poupard)
Pietro e le pietre della Città eterna. Una riflessione del cardinale Paul Poupard, in: 30 Giorni, marzo 2005. 

Leggi l’articolo dal sito 30 giorni

“Una interlocutrice che costantemente mi ispira” (S.E. Mons. Renato Corti)
Riportato da Jean Guéguen, «Madeleine Delbrêl», in: Diego Zorzi (a cura di), E’ stato il mondo a farci così timidi? Uno scritto inedito, Berti, Piacenza 1999, 22.

Per reimparare la vera libertà: guardare a Madeleine
Laici, cioè cristiani “martiri”, “monaci”, “missionari”. Meditazione ai laici di Azione Cattolica.
Il relatore cerca di declinare la spiritualità dei consigli evangelici sul versante dei laici, restringendo la sua riflessione ai due carismi della verginità e dell’obbedienza, e cita a questo proposito due passi importanti di Madeleine Delbrêl, nel secondo invita a guardare nuovamente all’esistenza come a una fitta trama di obbedienze, alla scuola di Madeleine, come condizione per reimparare la vera libertà
Vedi: http://www.azionecattolica.it/aci/formazione/santi_quattro.pdf

“Nessuno riuscì mai ad arruolarla, né da viva né da morta” (Jacques Loew)
A sottolineare la personalità originale ed estremamente libera di Madeleine, il suo grande amico fraterno Jacques Loew ha scritto: “Nessuno riuscì mai ad arruolarla, né da viva né da morta, sotto le proprie bandiere o nelle proprie file” (riportato in: Diego Zorzi, Madeleine Delbrêl. Una «Donna teologale» nella città marxista, Berti, Piacenza 1998, 34).

“La laicità matura di questa splendida cristiana” (Diego Zorzi)
Diego Zorzi, «”Nota” d’archivio o voce per i nostri giorni? Un premessa del traduttore », in: Madeleine Delbrêl, E’ stato il mondo a farci così timidi? Uno scritto inedito, Berti, Piacenza 1999, 25.
“La laicità matura di questa splendida cristiana, che mi colpisce e anche mi sorprende ogni volta, ad ogni incontro con lei in qualche suo scritto” (Diego Zorzi)

Tutto a partire da un’unica appartenenza: quella di Dio
Jacques Loew, «Introduzione », in: Madeleine Delbrêl, Noi delle strade, Gribaudi, 1988, 25.
Madeleine “non ha mai parlato di doppia fedeltà. Per lei non poteva esserci questione di doppia appartenenza, perché lei non apparteneva che a Dio. Ma quest’apppartenenza unica le dava una tale forza di affetto, una tale capacità di amore, a un tempo spontanea e lucida, per tutti gli esseri, che ne diventava realmente il prossimo nell’istante in cui lo incontrava”

Madeleine e la “Chiesa della strada” delineata dal Convegno ecclesiale di Verona
La Chiesa della strada di Paolo Bustaffa in: Osservatorio Comunicazione e Cultura nel n. 8-9 del 2007
“Noi gente della strada, crediamo con tutte le forze che questa strada, che questo mondo in cui ci ha posti Dio sia per noi il luogo della nostra santità”. In questo pensiero di Madeleine Delbrêl, Paolo Bustaffa, direttore dell’agenzia SIR della CEI, pensa che si potrebbe racchiudere uno dei messaggi più belli e impegnativi del convegno di Verona.
Per leggere tutto l’articolo vedi: Documento intero dal sito della Chiesa cattolica italiana

O missionari – scriveva Madeleine Delbrêl – o… dimissionari!
S.E. Mons. Francesco Lambiasi
Omelia del 23 ottobre 2004, al Congresso del MEIC alla Domus Mariae di Roma.
“Ma voi che ci vedete, cosa ne avete fatto della luce?”, dice la protagonista cieca di un dramma di Paul Claudel. Noi vediamo o diciamo di vedere; noi crediamo o crediamo di credere. Che cosa ne stiamo facendo del dono della fede?
Stanno venendo tempi – e sono già venuti – in cui essere cristiani è sinonimo di missionari, tanto diventa poco concepibile un cristiano che non è in stato di missione. O missionari – scriveva Madeleine Delbrêl – o… dimissionari!
Non si è cristiani per soddisfare i propri bisogni religiosi, per trovare un senso alla propria vita, per dare una direzione alla propria esistenza. Si è cristiani perché si è stati scelti per essere “luce delle genti”, per “annunciare le grandezze di Dio”, per dire agli uomini le meraviglie che Dio continua ad operare in mezzo a noi, per portare agli altri l’amore di cui si è amati, per farli godere della propria sorte, per amarli “come se stessi”, per donarsi a loro.
La missione non è solo l’annuncio di un dono, ma un dono che si fa annuncio.

La sua presenza al mondo ateo
Jacques Loew, « Madeleine Delbrêl. La strana danza della nostra obbedienza », in: Preghiera e vita. Grandi modelli, Morcelliana, Brescia 1989, 113-159.
«Madeleine non è stata l’unico precursore del Concilio. Ciò che dà un posto insostituibile al suo pensiero e alla sua vita è la sua presenza al mondo ateo. Questo aspetto la colloca nello spazio centrale del settore più nuovo del Vaticano II» (p. 158). « Qui appare la grazia specifica di questa donna. Il dono di un pensiero unitario. Madeleine Delbrêl ha avuto il dono di vedere, di dire e di saper dire. Ha guardato lucidamente, ha osato dire coraggiosamente, più ancora ha saputo dire mirabilmente » (p. 159).

Una vita senza frontiere
Vangelo e Pane. La vita senza frontiere di Madeleine Delbrêl, di Cristina Mustari.
Cristina Mustari – responsabile comunicazione e ufficio stampa della Federazione SCS/CNOS (Servizi Civili e Sociali - Centro Nazionale Opere Salesiane) – delinea un agile e interessante profilo di Madeleine Delbrêl.
Articolo completo

Una donna teologale (Diego Zorzi)
Diego Zorzi, Madeleine Delbrêl. Una «Donna teologale» nella città marxista, Berti, Piacenza 1998.
Zorzi riconosce una sorta di “autoritratto teologale” di Madeleine in quella pagina di Città marxista in cui lei descrive « la realtà di un uomo che da parte sua e per tutti gli uomini della terra, pubblicamente, preferisce Dio »: « abitato da quello Spirito che lo fa continuamente più fratello e continuamente più solitario, adora senza forze, senza apparenza, ma facendosi tramite religioso di unione, con le mani aggrappate alle spalle del suo Signore e i piedi piantati in una folla, per la quale egli crede, spera e ama » (p. 48).

“L’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto”: la frase di Vangelo che riassume Madeleine (Jacques Loew)
Jacques Loew, “Epilogo”, in: Christine de Boismarmin, Madeleine Delbrêl (1904-1964). Strade di città, sentieri di Dio, Città Nuova, 1998

«C’è una frase di Gesù in grado di descrivere ciò che ha vissuto Madeleine: “L’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto” (Mt 19,6): queste realtà inseparabili, Madeleine le scrive in lettere maiuscole sotto i nostri occhi: DIO e il PROSSIMO, GESU' CRISTO e la CHIESA, gli obblighi del VANGELO e - anche - della CHIESA, la REALTA? TEMPORALE “trapassata per collegarla al suo TRAGUARDO ETERNO”. Per tutto questo basta un solo libro, il Vangelo, ma tutto il Vangelo: “leggere il Vangelo come si mangia il pane”».

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