Il divino in terra

di Gianfranco Ravasi

in “Il Sole 24 Ore” del 29 aprile 2012

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Simone Weil morirà a Londra a soli 34 anni nel 1943 e, pur non divenendo mai cristiana, la sua professione ideale di fede era netta: «Io sono, per così dire, nata, cresciuta, e ho sempre abitato nell'ispirazione cristiana».
Cristiana esplicita fu, invece, un'altra donna francese, capace di intrecciare il percorso sui sentieri d'altura immersi nel cielo cristallino della mistica col viaggio a piedi impolverati nella banlieue parigina di Ivry, in mezzo al degrado morale e sociale. È Madeleine Delbrél, che fu poetessa e assistente sociale e che è morta sessantenne nel 1964 (tra l'altro, è aperta la pratica per la sua beatificazione). L'editore milanese Gribaudi sta curando l'Opera omnia, giunta al terzo volume, e ora - a cura di Guido Dotti della Comunità monastica di Bose - presenta un testo veramente delizioso che sfata l'idea della persona mistica come cupamente silenziosa, arcigna, puntata solo verso un cielo immacolato e immobile.
Queste pagine, infatti, sono spesso cosparse di umorismo, s'inoltrano nel territorio della satira, si abbandonano al canto, si elevano in meditazioni poetiche lievi, si affidano a deliziosi biglietti ad amici, c'è persino una Lettera a un veterinario, l'unico che potrebbe curare la malandata salute di Madeleine vanamente seguita dai medici degli umani. Infatti, confessa, «ho un carattere da cani, la testardaggine di un somaro, il temperamento di un cavallo: ecco perché un veterinario mi pare meglio adatto alle mie necessità. Se poi, nel peggiore dei casi, avessi la testa bacata, preferirei un insetticida alla psicanalisi». Eppure nelle righe di questi scritti così vivaci e fin spensierati, ecco brillare intuizioni alte, sempre però segnate dalla livrea dell'ironia: «Se si vuole aiutare gli altri e camminare, bisogna sapersi sedere!» (cioè riflettere, contemplare, meditare). Oppure, rivolta a Dio: «La tua volontà sia fatta in casa nostra come in cielo», mentre all'ateo prometteva: «Io terrò Dio accanto a te».
Weil e Delbrél rivelano la qualità «incarnata» della vera spiritualità che non è un estatico decollare verso zenit celestiali, ma un far scendere nel terreno della storia i bagliori del divino.

Madeleine Delbrêl, Umorismo nell'amore, a cura di Guido Dotti, Gribaudi, Milano, pagg. 216, €

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