Dicono di lei

La sipiritualità di Madeleine Delbrêl è vicina alla mentalità del nostro tempo.

Di seguito articoli, incontri e altro che parlano di lei.

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Agosto 2016

Intervista di Telepace a Don Luciano Luppi su Madeleine Delbrê:
http://www.telepaceverona.it/radio/laboratorio-don-luciano-luppi/

Luglio 2016

Il 2-3 luglio due giorni a Bologna sui testi di Madeleine, "Profezia di una Chiesa 'in uscita' e madre di misericordia".
Due giornate di preghiera, studio e conoscenza dei testi della mistica francese

Audio e foto della due giorni

Maggio 2016

Solitudine e misericordia nell’opera di Madeleine Delbrêl.

Nell'Osservatore Romano del 7 maggio Silvia Guidi presenta il libro "La misericordia, il grande scandalo della carità" (Milano, Gribaudi, 2016) di Gilles François e Bernard Pitaud su Madeleine Delbrêl.

Dall'Osservatore Romano

Aprile 2016

Andrea Riccardi, «Una donna nella città marxista», in: Periferie. Crisi e novità per la Chiesa, Jaca Book, Milano 2016, pp. 108-113.

All’interno di un breve ma intenso e che oggi si ripresenta saggio il fondatore della Comunità di Sant’Egidio indica in Madeleine Delbrêl una di quelle figure che hanno intuito “il legame vitale tra periferia, periferici e cristianesimo”: «Quello che colpisce nella storia di Madeleine Delbrêl e nei suoi scritti (…) è la “passione” evangelica  per la periferia, per le sue povertà, le sue miserie, le sue contraddizioni ».
Per  Riccardi l’attenzione alle periferie con l’«esodo» che comporta, così fortemente rilanciato da Papa Francesco, non è una novità del cristianesimo di oggi, ma ha caratterizzato varie stagioni della sua storia. Non si tratta soltanto di un’effusione di bontà caritatevole, né di un progetto di riforma della Chiesa attraverso strutture più decentrate, ma di una necessaria e urgente ricollocazione della Chiesa e del suo messaggio nella geografia umana del nostro tempo, punto di partenza per una nuova intelligenza della realtà e una rigenerazione della Chiesa e del vivere cristiano.  
Madeleine Delbrêl si è mossa profeticamente in questa direzione. Scriveva infatti: «La conoscenza di questa nuova terra è una delle angosce cristiane del nostro tempo. E’ a causa di questa angoscia che tante persone – sacerdoti e laici – si sono tuffati in ambienti che erano loro sconosciuti». «La cosa sorprendete è che, per il cristiano, c’è una cosa importante da fare, e cioè stare di fronte al comunista che si trova accanto a lui, sul suo pianerottolo di casa, nella sua fabbrica o nel suo ufficio ed è esattamente quello che il Vangelo gli chiede: stare di fronte a qualunque uomo. E questa cosa va lontano!».

Febbraio 2016

Omelia di mons. Matteo Zuppi alla liturgia per il 48° anniversario della Comunità di Sant’Egidio
San Giovanni in Laterano, 4 febbraio 2016

Per questo non possiamo accontentarci di una misericordia al ribasso come diceva Madeleine Delbrêl: “Dobbiamo fare in modo che i cristiani non si lascino modellare da un ideale di misericordia al ribasso, che non si accontentino di un lavoro corretto che li fa classificare nella categoria della gente onesta e competente. C’è bisogno di una misericordia rivoluzionaria in questa misericordia da burocrate e del giusto mezzo. Non possiamo aspettarle le inchieste sensazionali di qualche giornale per pensare che c’è oggi una marea di sofferenza. Il mondo si contorce in dolori pressoché infiniti. La chiesa è come la madre ansiosa alla porta di un ospedale dove degli estranei curano i suoi bambini. Lei aspetta da noi che attraverso di noi possa sedersi a tutti quei comodini del letto. La misericordia è il segno attraverso il quale le persone hanno riconosciuto il Cristo: mostriamolo senza ritoccarlo, il nostro tempo lo riconoscerà”.

Dal sito della comunità di Sant'Egidio

 



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