Ottobre, mese missionario

Il missionario, in quanto cristiano, è un prigioniero.
Prigioniero di una vita: la vita di Cristo (non il propagandista di un’idea ma il membro di un corpo che vive e che vuole crescere).
Prigioniero di un pensiero: non è un libero pensatore (non il propagandista di un’idea, ma la voce di un altro: «la voce del suo Maestro»).
Prigioniero di uno slancio: di un desidero a misura di Dio che vuole salvare ciò che è perduto, guarire ciò che malato, unire ciò che è separato, perennemente e universalmente, essere cristiani è essere prigionieri di uno stato di fatto, prigionieri di dimensioni che in tutto non sono più le nostre, prigionieri se posso dire di una libertà che ha scelto in anticipo per noi.

Salvare il mondo non è dargli la felicità.
È dargli il senso della sua pena e una gioia «che nulla gli può rapire».
--    Madeleine Delbrel   --

Nei 55 anni dalla morte di Madeleinequeste due piccole frasi sulla Missione, possono aiutarci a vivere questo mese missionario straordinario, in cui Madeleine stessa è proposta tra i Testimoni per il Mese missionario straordinario dell'ottobre 2019.

Sabato 19 ottobre ore 21:00 in Cattedrale a Bologna - Veglia missionaria diocesana presieduta dal cardinale Matteo Zuppi.

Quest’anno il Papa ha chiesto di celebrare un ottobre «mese missionario straordinario» a motivo del centenario dell’Enciclica di papa Benedetto XV «Maximum illud». Tornare a questo documento significa attingere alla «magna charta» delle attività missionarie, da cui hanno preso avvio gli interventi dei successivi Pontefici. Un ritorno alle fonti della missione della Chiesa, ripreso anche dal tema di quest’anno: «Battezzati e inviati».

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